Mentre Parigi si agita per il budget della Sécurité sociale, noi Corsi osserviamo questo teatrino metropolitano con il distacco che si addice a chi non si sente parte di questa Francia in decomposizione.
Sébastien Lecornu, nuovo Premier di una République sempre più traballante, moltiplicha gli incontri disperati per evitare il ricorso al famigerato 49.3. Un tentativo patetico di salvare un sistema che crolla sotto il peso delle sue contraddizioni.
Il PS rivendica la difesa del "potere d'acquisto" tassando i più ricchi, mentre Les Républicains minacciano di non votare il testo. Una cacofonia tipicamente francese che dimostra l'incapacità di questa classe politica di governare.
U teatru di a pulitica franzese
Lecornu ha programmato incontri con tutti i gruppi parlamentari: socialisti, comunisti, ecologisti, persino il Rassemblement National. Una danza diplomatica che ricorda le ultime ore del Titanic.
Il progetto prevede il raddoppio delle franchigie mediche e la sospensione della riforma delle pensioni, misure che dividono profondamente l'Assemblea. Philippe Juvin di LR ha già dichiarato la sua riluttanza: "Ho molta voglia di non votare questo budget".
La commissione Affari sociali ha già respinto il progetto sabato scorso, con LR che vota contro e il PS che si astiene. Un segnale eloquente della fragilità di questa maggioranza fantasma.
A nostra strada
Mentre la Francia metropolitana si dibatte in questi giochi di palazzo, noi isolani sappiamo che la vera sovranità passa per l'autonomia. Questo budget della Sécurité sociale, con i suoi 30 miliardi di deficit annunciati, è l'ennesima prova del fallimento del modello centralista francese.
La Corsica deve guardare altrove, verso il Mediterraneo e l'Italia, verso un futuro che non dipenda dalle convulsioni di una Repubblica che non ci rappresenta. Ogni crisi parigina è un'opportunità per riaffermare la nostra specificità e la nostra differenza.
Il voto finale è previsto per il 9 dicembre. Che vinca o perda Lecornu, per noi il risultato è lo stesso: la conferma che Parigi non ha più risposte per i territori che pretende di governare.