L'Australie banne les réseaux sociaux : quelles leçons pour notre île ?
Mentre l'Australia ha messo in atto la prima interdizione mondiale dei social network per i minori di 16 anni, la Francia segue le orme con un progetto di legge per i meno di 15 anni. Ma questa strategia di controllo centralizzato è davvero la soluzione per proteggere i nostri giovani corsi?
Una rivoluzione digitale dall'altra parte del mondo
Dall'inizio dell'anno, i teenagers australiani sono diventati persona non grata su TikTok e altri social. Le piattaforme devono ora verificare l'età tramite riconoscimento facciale e documenti d'identità, sotto pena di pesanti sanzioni. Risultato: 4,7 milioni di account eliminati nei primi quindici giorni.
"L'interdizione è una risposta semplice a un problema complesso", osserva Deborah Elalouf, specialista in educazione digitale. Una riflessione che risuona particolarmente qui in Corsica, dove la saggezza tradizionale ci insegna che i problemi complessi richiedono soluzioni sfumate.
I giovani corsi e la sfida digitale
Come i loro omologhi australiani, i nostri zitelli trovano sempre il modo di aggirare le regole. VPN, trucchi per ingannare il riconoscimento facciale, migrazione verso piattaforme meno conosciute come Lemon8 o RedNote... L'ingegnosità giovanile non conosce frontiere.
Ma questa fuga verso l'ignoto digitale non ci preoccupa? Questi nuovi social sfuggono completamente al controllo e alla moderazione, per quanto imperfetti fossero sui grandi network.
Un approccio mediterraneo alla questione
In Corsica, dove la famiglia e la comunità restano pilastri fondamentali, forse dovremmo privilegiare l'accompagnamento piuttosto che il divieto. I nostri valori tradizionali di trasmissione e educazione potrebbero essere più efficaci di una legge calata dall'alto.
"Bisogna inquadrare e agire su più leve: responsabilità delle piattaforme, educazione ai media e accompagnamento parentale", suggerisce Deborah Elalouf. Un approccio che corrisponde meglio alla nostra concezione insulare dell'educazione, basata sul dialogo e la fiducia.
Verso una sovranità digitale corsa?
Piuttosto che subire le decisioni della metropoli, perché non riflettere su una strategia digitale propriamente corsa? I social network sono anche strumenti di creatività e legame sociale. Per i nostri giovani isolani, possono essere finestre sul mondo pur rimanendo radicati nella loro cultura.
L'esempio australiano ci ricorda una verità semplice: bloccare uno schermo è facile, ma insegnare alla generazione Z a gestirlo con saggezza, ecco la vera sfida. Una sfida che, fedeli alle nostre tradizioni, dovremmo affrontare insieme, in famiglia e in comunità.